Riscaldamento: autonomo o centralizzato? Meglio pensarci in anticipo

riscaldamentoRiscaldamento: autonomo o centralizzato? Meglio pensarci in anticipo
Roma, 1 Settembre 2010. Sembra un po’ presto ma e’ proprio il momento di pensarci per evitare di fare le corse, dopo e con affanno e, probabilmente, con costi aggiuntivi. Ci riferiamo agli impianti di riscaldamento e alla vessata questio: meglio un riscaldamento centralizzato o individuale? La risposta e’ semplice: dipende dalle esigenze del consumatore. Non esiste una scelta di per se’ migliore dell’altra. E’ evidente che le grandi quantita’, razionalmente impiegate, fanno risparmiare e cosi’ i grandi impianti di combustibile per il riscaldamento sono piu’ convenienti. Un riscaldamento centralizzato e’ piu’ indicato se omogeneamente utilizzato, il che vale per gli uffici che hanno un orario standard, per esempio 9-17. In questo caso l’impianto viene messo attivato e disattivato ad orari stabiliti, e’ spento il sabato e la domenica, e’ prevista una sola caldaia con manutenzione unificata. Diverso e’ il caso delle abitazioni private perche’ ciascuna famiglia ha esigenze divers
e. C’e’
chi esce la mattina e rientra in serata o il fine settimana e’ fuori, chi e’ in casa solo per alcune ore della giornata, chi invece vi soggiorna per molte ore (vedi anziani). Nello stesso edificio inoltre vi possono essere uffici e abitazioni private, con esigenze del tutto opposte. Le necessita’ del mondo condominiale sono insomma estremamente differenziate e accontentare tutti e’ praticamente impossibile. In questo caso la caldaia autonoma appare la soluzione piu’ razionale, perche’ consente di adattare alle proprie esigenze giorni e orari di accensione, ottenendo un buon rapporto costi-benefici e consente di evitare lunghe e accesissime discussioni condominiali sui termosifoni troppo o troppo poco accesi e sulle relative bollette.
Per chi eventualmente si volesse scollegare dall’impianto centralizzato di riscaldamento, lo puo’ fare anche senza il consenso degli altri condomini, ma rispettando il pagamento delle quote comuni. Qui una nostra scheda pratica in merito: http://avvertenze.aduc.it/condominio/impianto+riscaldamento+centralizzato_14553.php

Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
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1 settembre: la Confindustria siciliana fa una piccola grande rivoluzione…

marnettomassimo17Il 1 settembre è una data cruciale  per la lotta alla mafia: in questo giorno del 2007, la Confindustria siciliana guidata da Ivan Lo Bello decide di espellere i soci che non denunciano le richieste di “pizzo”.
Vorrei ricordare questa piccola grande rivoluzione - realizzata da siciliani onesti con le loro forze - come un momento di vero cambiamento, perché nato dalla reazione alla criminalità organizzata, realizzato con l’unico antidoto efficace: l’onestà organizzata.
Massimo Marnetto

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Condominio e tabelle millesimali

tabelle-millesimaliCondominio e tabelle millesimali: per l’approvazione di quelle conformi a criteri legali non è necessaria l’unanimita’
Firenze, 25 Agosto 2010. La tanto attesa notizia alla fine è arrivata. Le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18477 del 9 agosto 2010, contrariamente a quello che era l’indirizzo giurisprudenziale fino ad ora dominate, hanno stabilito che per l’approvazione delle tabelle millesimali, conformi ai parametri legali di ripartizione delle spese, non è necessaria l’unanimita’ dei consensi essendo sufficiente l’approvazione a maggioranza. Il testo della sentenza non è ancora disponibile per tanto rimandiamo ad un prossimo approfondimento per lo specifico esame della pronuncia. Ad ogni modo la notizia pare di per se’ pare significativa. Gia’ nel testo dell’ordinanza di remissione alle Sezioni Unite (ord. n. 2568/09) sembrava chiaro che quella dell’approvazione a maggioranza fosse la soluzione preferibile. La Suprema Corte nella sua massima espressione ha fatto propri quegli auspici. Cio’ rendera’ molto piu’ semplice e meno
dispendioso (in termini di tempo e di denaro) il procedimento d’approvazione e revisione delle tabelle millesimali conformi ai criteri legali. Una precisazione conclusiva, per quanto possa apparire frutto di eccessiva pignoleria, è doverosa: si è sentito dire che da oggi per l’approvazione delle tabelle millesimali sara’ necessaria la maggioranza dei partecipanti all’assemblea e 501 millesimi. In realta’ come dice chiaramente il codice civile per l’approvazione del regolamento di condominio (cui sono allegate le tabelle) “sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la meta’ del valore dell’edificio” (art. 1136, secondo comma, c.c.). Cio’ vuol dire che per la valida approvazione delle tabelle saranno sufficienti 500 millesimi.

Alessandro Gallucci, legale Aduc
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Libri di testo. Li acquistino le scuole

libri-scolasticiLibri di testo. Li acquistino le scuole
Firenze, 24 Agosto 2010. Ogni fine agosto, ala vigilia della riapertura delle scuole, si ripropone la questione dei crescenti costi dei libri di testo. Questione a cui si e’ cercato di porre rimedio con il cosiddetto tetto di spesa e osservatori vari, misure simboliche e prevedibilmente inefficaci di fronte alle leggi di mercato.
L’unico modo per ‘obbligare’ gli editori a diminuire i prezzi e’ aumentare il potere contrattuale dell’acquirente.
Per fare cio’, possiamo seguire l’esempio degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e di altri Paesi europei: siano le scuole ad acquistare i libri di testo e a distribuirli agli studenti, i quali a fine anno li restituiranno per gli studenti dell’anno successivo. Se i libri vengono danneggiati, lo studente dovra’ pagare per ripararli oppure riacquistarli. La vita media di un libro di testo potrebbe cosi’ essere di cinque anni, con un risparmio dell’80% per ciascun studente.
In questo modo non sarebbero soltanto gli editori a stabilire i prezzi dall’alto, ma anche le scuole o i distretti scolastici, che avrebbero un maggiore potere d’acquisto rispetto al singolo studente. Gli editori sarebbero disincentivati dal produrre una nuova edizione ogni anno con l’intento di evitare il “riciclaggio” dei libri usati, perche’ le scuole probabilmente non comprerebbero nuovi libri di testo per alcuni anni.
Questa e’ la soluzione adottata dal sistema educativo pubblico degli Stati Uniti, dove il primo giorno di scuola ogni studente, dalle elementari alle superiori, riceve gratuitamente i libri di testo.
Per ultimo, visto che i libri di testo rappresentano la maggiore spesa che le famiglie devono affrontare per mandare i propri figli alla scuola dell’obbligo, riusciremmo a rendere effettivo l’articolo 34 della Costituzione, laddove prevede che almeno l’istruzione inferiore sia gratuita oltre che obbligatoria.

Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc

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Qui il comunicato online:
http://www.aduc.it/comunicato/libri+testo+li+acquistino+scuole_18047.php

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Alimenti light

alimenti-lightAlimenti light. Roma, 23 Agosto 2010. Con l’estate  quelle “rotelline” di troppo sono indubbiamente antiestetiche, soprattutto in spiaggia. Come si fa a e presentarsi e restare  in forma? Con il cibo light, ovviamente! Vediamo di non cadere nelle solite trappole pubblicitarie. Un cibo light e’ quello cui hanno sottratto o sostituito grassi e zuccheri. I grassi sono sostituiti con acqua, che costa meno, e gli zuccheri (tipo il saccarosio, il comune zucchero da cucina), sono rimpiazzati da edulcoranti artificiali (saccarina, acisulfame, ciclammati) o da zucchero alveolare (impregnato di aria), a minor apporto calorico e a più basso costo industriale. In sintesi nei prodotti light vengono sottratti ingredienti che costano di piu’ e sostituiti con altri (acqua, aria, edulcorati, fibre) che costano di meno. I prezzi pero’ degli alimenti leggeri sono in genere maggiori di quelli tradizionali. Insomma si paga la moda, la pubblicita’ e il desiderio di non ingrassare. A mangiar un poco di meno si
otterrebbe lo stesso risultato e risparmiando anche sull’acquisto del cibo.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Mutui immobiliari. Aiuti dello Stato per chi non ce la fa. Nuova scheda pratica dell’Aduc

mutui-casaMutui immobiliari. Aiuti dello Stato per chi non ce la fa. Nuova scheda pratica dell’Aduc
Firenze, 20 Agosto 2010. Il prossimo 2 settembre entrera’ in vigore il decreto del ministero dell’Economia (1) che ha finalmente dato attuazione alla norma che consente di ottenere la sospensione delle rate dei mutui prima casa per le quali si possa dimostrare che non si e’ in grado di far fronte.
Un decreto attesissimo, arrivato con un ritardo di piu’ di due anni. La norma che ne aveva annunciato l’emissione e che aveva introdotto l’agevolazione costituendo un “fondo di solidarieta’”, infatti, e’ la Finanziaria del 2008 (2).
Per capire come funziona il nostro Parlamento e come il Governo rispetta le proprie leggi, e’ utile ricordare alcune nostre iniziative in merito.
A luglio del 2008, grazie alla sen. Donatella Poretti, avevamo fatto presentare un emendamento al decreto fiscale dell’epoca (dl 93/08) perche’ il ministero provvedesse all’emanazione del decreto entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione (126/2008) (3). L’emendamento non fu accolto. A ottobre sempre di quell’anno abbiamo risollecitato il ministro Giulio Tremonti e siamo stati ignorati (4). L’anno dopo, nel 2009, nella conversione in legge del successivo decreto fiscale (quello di fine anno, Dl 185/08) apparve un comma (art.2 comma 5 sexies) che annunciava l’arrivo del decreto entro il 29 Marzo 2009… data che non fu rispettata.
Siamo arrivati ad oggi dopo che, nel frattempo, l’Abi ha siglato un accordo con alcuni istituti perche’, a partire dal 1 febbraio 2010, si prestassero volontariamente alla sospensione delle rate dei mutui in presenza di difficolta’ documentate del mutuatario (5). Accordo tutt’ora in vigore a cui si aggiunge il nuovo decreto che, invece, obbliga le banche ad uniformarvisi.
Per aiutare i risparmiatori, abbiamo approntato una scheda pratica: “Mutui per la casa di abitazione: chi puo’ ottenere la sospensione delle rate e come”. A cura di Rita Sabelli, responsabile dell’associazione per l’aggiornamento normativo- e’ consultabile a questo link sul nostro sito web:
http://sosonline.aduc.it/scheda/mutui+casa+abitazione+chi+puo+ottenere+sospensione_18033.php
Una “curiosita’”: il link fornito dal ministero per tutte le informazioni non e’ ancora attivo (www.dt.tesoro.it/fondomutuiprimacasa) anche se mancano pochi giorni all’entrata in vigore del decreto.
Curiosita’ che rende quindi importante la scheda pratica da noi redatta, perche’, chi ne avesse bisogno, possa essere pronto subito per ottenere questi benefici creditizi.

(1) n.132 del 21/6/2010 (GU del 18/8/2010)
(2) legge 244/07 art.2 commi dal 475 al 480
(3) http://www.aduc.it/comunicato/fondo+solidarieta+mutui+prima+casa+governo+latita_14013.php
(4) http://www.aduc.it/comunicato/decreto+sulla+crisi+finanziaria+questa+volta_14519.php
(5) http://www.abi.it/jhtml/home/conoscereBanche/rapportiBancaCliente/Piano_Famiglie/SospMutuo/SospMutuo.jhtml

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Qui il comunicato online:
http://www.aduc.it/comunicato/mutui+immobiliari+aiuti+dello+stato+chi+non+ce+fa_18035.php
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Zoo di Poppi (Ar). Da chiudere

zooZoo di Poppi (Ar). Da chiudere
Intervento della sen. Donatella Poretti, parlamentare Radicali
Se volete fare una scampagnata in Casentino (provincia di Arezzo) e mostrare ai vostri bambini la fauna europea, evitate di visitare lo zoo di Poppi (Ar). Subito all’ingresso vi vendono sacchetti con delle crocchette di cibo da dare agli animali (tutti mangiano la stessa cosa? A base di cosa sono queste crocchette? Ma di solito non si deve evitare di dare del cibo agli animali?). La prima immagine e’ un cortile di cemento dove un orso bruno guarda chi lo osserva e sembra chiedere perche’ e’ finito li’ e non nella foresta intorno che e’ enorme. Poi si prosegue un percorso fatto di gabbie piccole, recinti mal messi, animali soli e intontiti.. Infine un prato con animali liberi, asinelli bianchi dell’Asinara e cervi: i bambini li imbottiscono di cibo vario e di mele. Davanti ancora gabbie con scimmie, tacchini e altro.
Quindi un piccolo parco giochi non in sicurezza per bambini. Ancora, un circuito di moto elettriche per bambini dove, acquistato il gettone al bar, i piccoli le montano senza casco e senza un qualche addetto che sorvegli il circuito. Gli unici addetti dell’intera struttura sono intenti, al bar e al ristorante, a preparare cibo per i visitatori.
Una bambina stamane e’ caduta spinta da un asinello, un altro gli cammina sopra e lascia il segno dello zoccolo nella spina dorsale. Inutile chiedere aiuto, gli addetti sono impegnati al bar e al ristorante. Con fatica si ottiene del ghiaccio, con urla e minacce del disinfettante. Ma la cassetta del pronto soccorso non e’ obbligatoria nei locali pubblici? Possibile che non ci sia un responsabile che vigili sui bambini e sugli animali? Possibile che nessuno si interessi se una bambina viene ferita da un animale?
Allo zoo di Poppi questo e’ possibile. Passata la paura per la bambina dopo oltre due ore al Pronto soccorso dell’ospedale di Bibbiena, ecografie e analisi varie, resta solo da denunciare la vicenda e chiedere l’intervento delle guardie zoofile per le condizioni degli animali e per l’Asl per la mancata assistenza sanitaria. La soluzione migliore: la chiusura.

Sen. Donatella Poretti - Parlamentare Radicali -Partito Democratico
Roma, Palazzo Cenci, piazza Sant’Eustachio 83, tel.0667063265, fax 0667064771
Firenze, via Cavour 68, Tel. 0552302266 Fax 0552302452
Cellulare: 336252221
mailto: poretti_d@posta.senato.it
Sito Internet: www.donatellaporetti.it

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Roma. Tassa per i cortei? No, meglio il pagamento del servizio. Per tutti

corteoRoma. Tassa per i cortei? No, meglio il pagamento del servizio. Per tutti
Roma, 19 Agosto 2010. Pagare una tassa a manifestazione? La proposta del Sindaco, Gianni Alemanno, non ci trova d’accordo. Sarebbe piu’ opportuno far pagare i servizi, per esempio le pulizie, e l’eventuale risarcimento del danno arrecato dai responsabili. L’idea di una tassa favorirebbe solo le grandi organizzazioni in grado si supportare l’aggravio economico. Ogni manifestazione (a proposito che fine ha fatto l’area di Tor Vergata appositamente predisposta, nel 1999, per ospitare le grandi manifestazioni e che e’ costata al contribuente qualcosa come 252 miliardi di lire?), ha un impatto sulla Capitale. Si pensi a quelle che si svolgono in piazza S. Giovanni con centinaia di migliaia di manifestanti che provocano una montagna di rifiuti e danni al verde pubblico. La decisione dovrebbe coinvolgere tutte le tipologie di manifestazioni, anche quelle religiose. Si consideri quelle svolte in piazza san Pietro o nell’attiguo auditorium: decine di migliaia di persone, due volte a
settimana, sono un’influenza consistente sulla citta’. Saremmo ben contenti se il Sindaco Alemanno avesse il coraggio di affrontare la questione con determinazione e senza sconti. Per nessuno.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Vi ricordate il can-can sulla Social Card (di Deo Fogliazza)

social-card2Vi ricordate il can-can che avevano messo su Berlusconi e Tremonti sulla “Social Card”?Bene. Nelle farmacie di Cremona, attaccata al bancone appena sotto la cassa, normalmente fa bella mostra di sè un cartello, molto evidente, che dice, più o meno “Qui puoi usare la tua social card” con tanto di fotogtrafia della carta in oggetto.

Ho provato a chiedere in tre o quattro di queste farmacie, per curiosità, il livello di utilizzazione secondo la loro “percezione”.

Tutti, ripeto tutti, mi hanno risposto, con un sorrisetto sulle labbra, che l’utilizzo, a quanto consti loro, è tra il “completamente nullo” ed il “minimo, quasi inesistente”.

A sentire il …. duo di Pontida….. sembrava avessero in mano una scala reale all’asse….. ed invece avevano una misera coppia di sette.

Quando il bluff rasenta la faccia tosta.

Deo Fogliazza
http://deo.splinder.com/

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Tessere sconto fasulle. Antitrust interviene, ora le multe

antitrust1Tessere sconto fasulle. L’Antitrust interviene, ora le multe
Firenze, 17 agosto 2010. L’Antitrust ci riprova e ordina il blocco immediato delle attivita’ di vendita delle societa’ padovane ‘famose’ per le vendite ingannevoli di pseudo tessere sconto (1). I venditori di varie societa’ padovane si presentano a casa, previa telefonata, regalando una tessera sconto utilizzabile in un centro commerciale in costruzione. Ad una seconda visita, un altro venditore, con mezzi poco ortodossi comunica che c’e’ l’obbligo di acquisto, fino a 5 mila euro di merce***.
Nonostante le multe Antitrust, queste continuano imperterrite. E’ da cinque anni che denunciamo il fenomeno (2), e purtroppo il sistema italiano permette non solo la reiterazione degli inganni, ma pure l’allargamento del business. Seguendo le tracce forniteci dagli consumatori vessati, abbiamo assistito negli anni al progressivo estendersi delle vendite truffaldine: prima solo nel Nord Italia, poi in Toscana, Marche e Lazio.
Neppure la burocratica magistratura aiuta. Avevamo denunciato nel 2008 alla Procura di Firenze un caso specifico accaduto in Toscana, poi il fascicolo è stato inviato per competenza alla Procura di Venezia. Solo nel 2010 siamo riusciti a ’scoprire’ che il procedimento era stato archiviato (3).
Intanto queste aziende, cambiando spesso nome, continuano a prosperare ai danni essenzialmente di donne, spesso pensionate.
Quando il Governo si deciderà a riformare la giustizia civile? Quante vittime di queste truffe e raggiri dovranno arricchire la lobby dei venditori porta a porta padovani? Nell’immediato, speriamo che almeno l’Antitrust le sanzioni adeguatamente.

(1) http://www.aduc.it/notizia/tessere+sconto+fasulle+antitrust+blocca+societa_119633.php
(2) http://www.aduc.it/ricerca/?testo=tessere+sconto+fasulle
(3) http://www.aduc.it/comunicato/giustizia+oscura+inutilmente+burocratica_17403.php

***Un venditore ottiene un appuntamento a casa del consumatore. In questo primo incontro l’agente promette che grazie a una tessera il cliente si garantira’ un sconto del 30% per acquisti in un centro commerciale che sta per essere aperto nella zona. A parole, nessun costo e solo l’impegno ad effettuare almeno un acquisto. I prodotti in teoria disponibili sono biancheria per la casa, coperte, lenzuola, ecc.
Quello che, invece, viene fatto firmare e’ un complicato e ambiguo contratto.
Prima di andare via viene preannunciato che dopo qualche settimana, passera’ un nuovo agente che consegnera’ la tessera.
A questo secondo incontro, la musica cambia. Dai toni rassicuranti si passa alle minacce. Se non si acquista per 2/5 mila euro si sara’ citati in giudizio e altre frasi “terroristiche” analoghe. E in piu’ viene scaricata della merce a casa del cliente. Merce mai scelta, ma imposta.
Come difendersi. Il decreto legislativo 206/2005 permette il diritto di recesso (art.64), senza penale entro 10 giorni, che decorrono dal momento della prima firma, oppure dal momento della consegna della merce.

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